Cittadini digitali - Intervista a Sérgio Amadeu

Posted by Valerio Ravaglia on April 08, 2005
Uncategorized

EcoSpy: Quindi il software libero può promuovere lo sviluppo sostenibile dei paesi?

S.A.: Una società, per essere in grado di garantire migliori condizioni di vita e di lavoro senza degradare le sue risorse naturali — o almeno senza degradarle agli attuali livelli — deve essere capace di generare reddito. Bene, se si consente la distribuzione della conoscenza e si generano opportunità di lavoro locali, da un’economia pulita, basata su un computer che non inquina, si stà garantendo la stessa logica del turismo ecologico.
Che cosa è l’ecoturismo? Al contrario del turismo di massa, che concentra le risorse finanziarie solo negli uffici centrali delle grandi aziende, il turismo ecologico garantisce che le risorse rimangano nel luogo visitato. Questi soldi sono degli alberghi, degli artigiani, della guida turistica e fanno in modo che il posto sia comunque ben organizzato ma lasciando l’ecosistema intatto.
La logica dell’ecoturismo può essere usata per rinforzare le società sostenibili capaci di dominare il codice sorgente dei software. Questo rompe la logica dell’usare un prodotto realizzato in un unico paese ed anche la necessità di inviare all’ estero soldi per il pagamento di royalties per le licenze d’ uso.

EcoSpy: Questa rivoluzione digitale è appena cominciata?

S.A.: È solo l’inizio. Il software ne è il fulcro. Le regioni che che riusciranno a realizzare i cambiamenti adesso, rompendo con i monopoli e creando piccoli centri, raggiungeranno un notevole livello di sviluppo. Non penso che le grandi compagnie debbano scomparire, non sostengo questo.
Ciò che non può esistere sono le grandi aziende con la tendenza ad imporre monopoli — sempre più a livello mondiale — basati sul mantenere i segreti sulle loro attività.

EcoSpy: La direttiva europea in materia di brevetti software serve a salvaguardare questo tipo di monopoli?

S.A.: Rendendo il codice chiuso si vuole evitare che, sulla base della conoscenza accumulata, le stesse possibilità siano distribuite ad altri.
È impossibile evitare lo sviluppo di un software con le stesse funzioni di altro software proprietario, il cui il codice non è accessibile. C’è soltanto un modo per contenere la creazione di software simili: facendo diventare questa attività illegale e cominciando a perseguire legalmente l’idea di condividere.
In un certo senso è questo che stanno cercando di fare con i brevetti software in Europa. Ma, se analizziamo bene, l’ 80% delle cose che una persona realizza è basato sulle conoscenze acquisite dal lavoro di altri.

EcoSpy: La scienza si è sviluppata sulla base di questo concetto…

S.A.: Ma oggi la scienza rifiuta l’idea della condivisione. Ha raggiunto l’assurdo di trasformare la scoperta del codice genetico in invenzione. Questo è gravissimo, ma sta succedendo.
Il software libero è lo spirito della scienza unito allo spirito della solidarietà. Diciamo che è della scienza perché non ha senso proibire di usare o migliorare una cosa che è stata creata dall’ umanità.

EcoSpy: Esiste il pericolo che i brevetti software vengano adottati in Brasile?

S.A.: Al momento questo pericolo è reale per l’ Europa. Il Brasile attualmente non corre questo rischio perché il software è protetto dalla nostra legislazione sul diritto d’ autore e la diplomazia brasiliana lotta nei fori internazionali per difendere una legislazione meno bloccante nei confronti della diffusione della conoscenza — a partire dai farmaci (con i farmaci generici) per arrivare al software.
Sosteniamo gli europei contro la pressione degli Stati Uniti per la legalizzazione dei brevetti software in Europa. Ci sono importanti forze politiche che si sono schierate contro i brevetti, come il Partito Verde in Italia e in Germania.

EcoSpy: Condividere, essere solidali, sviluppare in team, tutte queste azioni ci fanno rivalutare il concetto di proprietà ed i rapporti professionali. L’uso di software libero può apportare una rivoluzione nei comportamenti sociali?

S.A.: Uno studioso americano, John Barlow, ha dichiarato: “L’ economia sta abbandonando il modello basato sulla proprietà per entrare in un modello basato sulle relazioni”. Ha ragione. Da una parte, se la tendenza è che le potenzialità del software si concentrino nelle mani delle grandi aziende, d’altra parte questo sta facendo in modo che un enorme numero di persone, dalle diverse professionalità, si dedichino alla collaborazione nello sviluppo di migliaia di progetti software in tutto il mondo.

EcoSpy: Il software libero può combattere anche le esclusioni sociali e culturali?

S.A.: Noi potremmo dare a tutti le stesse opportunità, ovunque sul pianeta. Questo perché quando io fornisco un’ informazione non la perdo. Al contrario dei prodotti materiali, l’informazione può essere riprodotta all’ infinito. Fino ad oggi il concetto di proprietà è stato basato sulla scarsità dei beni. Dato che è difficile affermare che le informazioni sono scarse, allora si è passati ad affermare che ciò che scarseggia sono le capacità intellettive. Ma non è vero, l’intelligenza è mediamente distribuita ovunque nel mondo. Le cose che mancano sono educazione, training ed opportunità.
Dopo avere inaugurato il primo Telecentro, a Cidade Tiradentes, nella periferia della città di Sao Paolo, il nostro server ha iniziato a presentare sporadicamente il problema di perdere la configurazione. In seguito abbiamo scoperto che un ragazzo aveva imparato, in pochissimo tempo e senza mai avere visto un computer in vita sua, i percorsi per arrivare al server e a ‘giocare’ a cambiarne la configurazione. Invece di proibire al ragazzo di continuare a frequentare il Telecentro, noi abbiamo riconosciuto il suo grande talento. Il ragazzo, però, ha potuto fare tutto questo solo grazie al fatto di avere avuto l’opportunità di accedere ai computer ed ai programmi.

EcoSpy: È molto forte la lobby contro il software libero?

S.A.: È veramente forte, ma ogni giorno ci sono più aziende e persone, anche non appartenenti al settore informatico, che comprendono quale sia l’ importanza del software e cominciano a collaborare nello sviluppo di programmi aperti.

EcoSpy: Quando terminerà il periodo di governo dell’amministrazione Lula, è possibile che si abbia una retrocessione nell’ uso del software libero nella pubblica amministrazione?

S.A.: Se riusciremo a consolidare l’idea nella società e nell’opinione pubblica, non esiste il pericolo di retrocedere al punto di partenza. In realtà, la tendenza è una crescita del movimento, soprattutto perché non è stato iniziato dal Governo. Certo che i governi sono importanti, perché sono grandi strutture che comprano in quantità prodotti informatici, ma per il momento [in Brasile ndt] questo rafforza la tendenza di crescita del software libero.

EcoSpy: La Microsoft accusa il governo brasiliano di difendere il software libero per una questione ideologica.

S.A.: No, chi ha un’ideologia sono loro. Hanno creato e consolidato un’ideologia ed ora vogliono mantenere il loro grande flusso di ricchezza a tutti i costi. Noi vogliamo migliorare le condizioni di tutte le persone, e non solo di alcune.
L’ideologia che loro hanno creato è così potente che le persone non si soffermano neanche più a rifletterci sopra. Per esempio, io compro un’automobile. Quando non voglio più questa macchina, posso rivenderla. Ma rivendere software è illegale e tutti accettano questo. La maggior parte della gente non si rende conto dell’importanza del software nella nostra vita quotidiana.
È necessario che le persone abbiano possibilità di autonomia, cosa che è la base del software libero. Questo garantisce le diversità, culturali, religiose, e favorisce pari opportunità a tutta l’umanità oltre che una società con meno conflitti e violenza.

EcoSpy: La filosofia del software libero è inclusa nei programmi di training dei Telecentri?

S.A.: Affrontiamo discussioni sui temi riguardanti la società dell’ informazione ed i nuovi fenomeni, ma la parte che si occupa della preparazione sociale, cosa che noi chiamamo “cittadinanza digitale”, deve ancora essere migliorata.
Dobbiamo discutere, per esempio, l’idea di Lawrence Lessing, il quale afferma che il codice si stà trasformando sempre più in legge. In effetti, è come se già fosse legge, perché determina che cosa possiamo fare e che cosa non possiamo fare. In risposta a certe operazioni effettuate all’ interno di Windows appare il messaggio: ‘E’ stata effettuata un’ operazione illegale’. Le persone pensano che questo sia un problema tecnico, ma non è così. L’aspetto tecnico viene usato per mettere in pratica una decisione che è stata presa molto prima. La tecnologia non è neutra, implica una serie di decisioni umane che determinano cosa sia possibile fare o meno.
Cos’è un cittadino? È qualcuno che ha dei diritti. Quindi, dobbiamo creare dei diritti nuovi e rivedere quelli vecchi, in modo che i diritti possano essere esercitati anche in questa nuova società digitale. La questione deve essere ampiamente discussa anche nelle scuole, nell’università e nella preparazione degli insegnanti.

Share:
  • Digg
  • Spurl
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google
  • co.mments
  • Furl
  • Ma.gnolia
  • Slashdot
  • Technorati
  • TwitThis
  • YahooMyWeb
  • Facebook
  • De.lirio.us
  • Live
  • Socialogs